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Infezione da tatuaggio: scopri come riconoscerla e cosa fare per curarla

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Sebbene il tatuaggio sia ormai sdoganato e venga effettuato sui corpi senza particolari paure o timori, è bene ricordare che esso non solo può provocare dolore, ma può anche dare vita a vere e proprie infezioni, più o meno serie.

Cerchiamo di capire insieme come riconoscere una infezione da tatuaggio e come curarla, consapevoli del fatto che si tratta comunque di evenienze limitate e dunque il tatuaggio in sé non risulta essere qualcosa di pericoloso.

Come riconoscere una infezione

La prima cosa da fare è non farsi prendere dal panico.

Nei giorni immediatamente successivi al trattamento, infatti, è normale che la zona faccia un po’ male. Il fastidio piano piano guarirà, così come quello legato ad ogni altra piccola ferita.

Qualora però i sintomi proseguano a lungo o siano particolarmente acuti o fastidiosi, sarà necessario correre ai ripari.

Capiamo dunque come riconoscere quando la situazione diventa critica per quella specifica area e per la nostra salute.

Normalmente la zona dove il tatuaggio è stato realizzato appare arrossata e dolorante per 2 giorni, durante questa fase dunque qualsiasi fastidio non dovrebbe suscitare preoccupazione e sarà sufficiente rispettare le indicazioni del proprio tatuatore per favorire la completa guarigione della cute.

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Superati i 2/3 giorni o i 4/5 giorni in caso di tatuaggio più ampio, si potranno invece valutare con cura e attenzione tutti i altri sintomi così da capire se qualcosa lasci presagire la presenza di una possibile infezione.

Bisognerà in particolare prestare attenzione al calore emanato dalla zona, al prurito e al rossore che se presenti anche in una ampia zona attorno al tattoo potrebbero essere sintomo di infezione.

In particolare ci sono alcuni elementi che dovrebbero invitarvi ad andare subito a far controllare il vostro tattoo.

La presenza di un liquido biancastro e male odorante e la presenza di linee rosse che si irradiano dalla zona sono elementi senza dubbio piuttosto gravi; altrettanto lo è un innalzamento della temperatura che potrebbe appunto essere sintomo dell’infezione in corso.

Come curare l’infezione del tattoo

Sarà il medico che una volta verificata la presenza dell’infezione a suggerirvi la cura migliore, che di solito consiste in un trattamento antibiotico, accompagnato ad uno topico.

E’ fondamentale in questa fase attenersi alle indicazioni che si sono ricevute. Qualora vi sia stata prescritta una soluzione anche di carattere topico sarà importante pulire la zona in maniera attenta e delicata, e poi proteggere la zona con una garza sterilizzata, così da evitare che il contatto con l’esterno possa ulteriormente peggiorare la situazione.

Online è possibile trovare una serie di articoli su possibili cure e numerosi utenti che hanno voglia di condividere la loro esperienza di infezione.

Sebbene le informazioni riportate siano spesso corrette e in generale utili, il consiglio che vi diamo è quello di rivolgervi sempre al vostro medico, colui che potrà darvi indicazioni precise analizzando la vostra situazione in maniera precisa e puntuale.

La migliore cura però resta sempre la prevenzione. Prima della seduta sarebbe infatti opportuno effettuare dei test per le allergie.

Se il problema è minimo nei disegni che utilizzano l’inchiostro nero, i colori sono invece potenzialmente a rischio in soggetti che manifestano delle allergie.

Più sicuro appare invece l’inchiostro India. Un altro fattore è legato alla serietà dei tatuatori ai quali ci si rivolge.

E’ importante che il professionista utilizzi sono aghi monouso e rispetti le norme igieniche. Un tatuaggio che non fa questo vi espone a potenziali rischi ed è quindi da tenere alla larga.

Quello dei tatuaggi, infatti, è uno dei settori in cui risparmiare è importante, ma solo se si ha la fortuna di incontrare un professionista che garantisca un buon rapporto qualità-prezzo.