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Manovra di Valsalva, a cosa serve e in quali casi si effettua

Manovra di Valsalva

La manovra di Valsalva trae il nome dal dottore Antonio Valsalva, il medico che per primo la utilizzò. Egli inizialmente la sfruttò per liberare l’orecchio medio da eventuali agenti esterni o interni in caso di otite.

Oggi l’utilizzo della manovra è molto più ampio dal momento che la stessa ha come scopo quello di innalzare i livelli di pressione addominale e toracica attraverso lo svuotamento dei visceri. Capiamo quindi meglio la storia di questa manovra e come effettuarla.

Cos’è la manovra di Valsalva e quando si applica

Questa manovra come detto inizialmente aveva come scopo quello di intervenire solo ed esclusivamente sull’orecchio medio.

Oggi si è scoperto che la manovra può essere utilizzata su più fronti, come ad esempio il trattamento del singhiozzo, la diminuzione della frequenza cardiaca o più in generale la sua regolarizzazione e molto altro ancora. In ambito cardiologico, ad esempio, essa viene consigliata ai soggetti che soffrono di tachicardia parossistica, perché in grado di bloccare eventuali crisi.

Sì anche all’utilizzo di questa tecnica in caso di battiti accelerati. Grazie a questo intervento infatti la frequenza viene diminuita. In ambito dentistico, essa viene invece applicata per favorire una migliore presa di impronta dal momento che consente un abbassamento del palato.

Come si fa la manovra di Valsalva

Per effettuare questa manovra è necessario per prima cosa tappare il naso con l’aiuto della dieta, poi contrarre i muscoli addominali così da esercitare una leggera pressione. In questo modo la pressione toracica aumenta e le visceri si svuotano.

Manovra di Valsalva come si effettua

Si tratta, in altre parole, di una espirazione forzata a glottide chiusa. Mentre viene effettuata si registra quindi una contrazione di diversi muscoli (dell’addome ma anche respiratori) tale da creare una vera e propria camera gonfiabile all’interno di pareti rigide.

Come intuibile questo movimento in alcune condizioni (sollevamento di un peso o defecazione) viene effettuato del tutto naturalmente. In generale quindi non sono evidenziate particolari controindicazioni anche se, è bene evidenziarlo, effettuarla troppo a lungo e in maniera forzata o non consapevole potrebbe causare problemi anche gravi ai polmoni.

E’ chiaramente da evitare (tranne se espressamente consigliata dal medico) se si soffre di difficoltà circolatorie o cardiache, o ancora se si ha il diabete (indipendentemente dal livello dello stesso). In questi casi probabilmente il medico curante vi inviterà a lavorare meglio sulla gestione dei pesi e sul loro sollevamento proprio per evitare gli effetti sul corpo – simili alla manovra- che queste azioni potrebbero avere.


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